‘Il Romanticismo dell’epoca si unisce all’età romantica di Teresa Gamba e Lord Byron creando un mix straordinario e una storia meravigliosa: raccontata in modo eccellente, moderno, inclusivo e appassionante dal Museo Byron’. Lo ha detto Antonio Caprarica, storico e popolarissimo inviato e corrispondente della Rai da tutto il mondo e soprattutto dal Regno Unito, a Ravenna su invito dell’Associazione Culturale Italo-Britannica e in visita al Museo dedicato al grande poeta inglese. Caprarica è stato accolto dai tre Presidenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che hanno sostenuto e realizzato il Museo, Lanfranco Gualtieri, Ernesto Giuseppe Alfieri e Mirella Falconi Mazzotti, dal Presidente della Cassa di Ravenna e ideatore del Museo, Antonio Patuelli, accompagnato dalla moglie Giulia, dal Vicepresidente della Fondazione Franco Gabici e dalla Direttrice dei Musei Byron e del Risorgimento Alberta Fabbri. Caprarica è stato conquistato sia dai cimeli esposti (‘rivelano l’amore assoluto, infinito, irresistibile di Teresa, che dell’amato arrivò a collezionare perfino frammenti di pelle che il poeta perse dopo un’insolazione’) sia dalla narrazione digitale immersiva che lo stesso giornalista ha attivato nelle varie sale, commentando e arricchendo di conoscenza, aneddoti e approfondimenti i vari passaggi tra le sale, affollate questa mattina, come d’abitudine, da tantissimi turisti italiani e non, incuriositi dalla presenza del noto inviato, saggista e scrittore.
Caprarica è un grande conoscitore della storia e della vita inglese: ‘Byron ereditò una fortuna e visse nel Regno Unito in uno dei momenti più floridi e ricchi, con le cospicue rimesse che arrivavano dalle Indie. Teresa, oltre ad innamorarsi di lui, si innamorò sicuramente del loro amore, della storia che i due vissero, del suo sviluppo e delle sue difficoltà, una storia di liberà e di bellezza’. Conclusa con il viaggio in Grecia e la morte del poeta cui è dedicata l’ultima esposizione del Museo, la statuetta della Grecia che vigila il corpo senza vita di Byron, rendendogli omaggio nell’iconografia oggi eterna. Ed a proposito di Grecia, nello studiolo di Byron tra i dipinti di scuola faentina (‘Faenza era l’Atene di allora’ ha detto la direttrice) Caprarica ha dedicato il suo ultimo regalo ai Musei Byron e del Risorgimento, registrando un video, come gli indimenticabili collegamenti da Londra, video che sarà a breve fruibile negli account Instagram dei Musei Byron e del Risorgimento. Un omaggio ai mezzi di comunicazione odierni al primo grande comunicatore ed influencer della storia, Lord Byron, da parte di uno straordinario protagonista di mezzo secolo di comunicazione tradizionale, televisiva e cartacea.